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Alimentazione e Stili di vita

Colesterolo e alcol: un binomio che fa a pugni?

Bere poco e spesso protegge dalle malattie cardiache

Che effetti ha l’alcol, in particolare il vino, sui nostri valori di colesterolo e lipidi? Può essere piuttosto difficile rispondere a questa domanda.

Si definisce bevanda alcolica qualsiasi bevanda contenente alcol etilico. La parola alcol deriva dall’arabo e rivela l’origine alchemica di questa sostanza, a cui erano attribuite le proprietà magiche e spirituali contenute negli elisir. 

L’alcol etilico o etanolo non ha nessuna proprietà benefica degna di nota: all’apporto energetico derivante dal suo consumo non corrisponde quello di nutrienti utili per il funzionamento e il mantenimento dell’organismo, anzi, l’alcol è una vera e propria sostanza tossica.

L’alcol rischia infatti di indurre dipendenza, e non solo. Fra i pericoli associati al suo consumo ci sono infatti anche danni indiretti dovuti allo stato di ebbrezza. Infatti quando si è sotto gli effetti dell’alcol aumenta il rischio di comportamenti pericolosi. Le conseguenze più frequenti sono incidenti stradali, episodi di violenza e infortuni sul lavoro. Il danno che l’alcol provoca a fegato, stomaco, cervello e altri organi è dimostrato. I suoi effetti sui valori dei lipidi come il colesterolo è stato a lungo dibattuto, insieme al suo ruolo e alla sua influenza nella salute cardiaca.

Metabolismo dell’alcol

L’alcol viene assorbito per diffusione a livello dello stomaco e dell’intestino tenue. La quantità assorbita dipende unicamente dal volume ingerito, quindi tutto l’alcol assunto riesce ad oltrepassare facilmente le pareti del tubo digerente e a passare nel sangue. 

La presenza di cibo nello stomaco, rallentando lo svuotamento gastrico, riduce la velocità di assorbimento dell’alcool. Per questa ragione si consiglia di consumare vino ai pasti e non a digiuno in modo da rallentare gli effetti della bevanda. Inoltre a stomaco pieno vengono attivati gli enzimi deputati al suo metabolismo. Una piccola aliquota variabile dal 5 al 15% viene eliminata con il respiro e con le urine, ma la maggior parte viene metabolizzata a livello epatico.

L’etanolo, tossico per le cellule, viene trasformato in acetaldeide, che è molto più tossica e deve essere rapidamente convertita in acetato nei nostri mitocondri. Se il consumo di alcol è eccessivo il fegato non riesce a smaltirlo e lascia in circolo una quota di acetaldeide molto tossica per il sistema nervoso.

L’acetato viene poi convertito in acetil-CoA che viene avviato alla biosintesi delle molecole più complesse. Il nostro bicchiere di vino, oltre a fornire una quota eccessiva di calorie che ci può far aumentare di peso, si trasforma in trigliceridi. 

I trigliceridi in eccesso iniziano ad accumularsi nel fegato, causando la steatosi epatica. Questa, a sua volta, altera il funzionamento del fegato che non è più in grado di eliminare il colesterolo in eccesso con il conseguente aumento dei livelli nel sangue.

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Un bicchiere di vino

Tralasciando i “superalcolici” che contengono elevate quantità di alcol, zucchero e forniscono “calorie vuote”, il vino prodotto dalla fermentazione dell’uva contiene antocianidine, resveratrolo, saponine, acido gallico, composti fenolici, ferro ed altri minerali e vitamine e anche sostanze con azione antiaggregante piastrinica

I componenti del vino agiscono a vari livelli: hanno un effetto antiossidante e antinvecchiamento, agiscono positivamente su colesterolo, trigliceridi e glicemia basale, inducono un aumento della sensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina e hanno un’azione fibrinolitica e antitrombotica. 

Il trans-resveratrolo ha un forte potere antiossidante e si dimostra estremamente efficace nella lotta all’ossidazione delle lipoproteine LDL che vengono considerate “colesterolo cattivo”. Le LDL ossidate risultano notevolmente più piccole e meno sensibili alla captazione dei recettori rispetto a quelle non ossidate, pertanto, la loro permanenza nel sangue incrementa sensibilmente. Ciò favorisce la possibilità che queste penetrino nelle tonache arteriose diano origine al processo di aterogenesi.

Ma la quantità di resveratrolo in un bicchiere di vino è sufficiente per proteggere la nostra salute cardiovascolare?

Conclusioni

Stabilire se colesterolo e alcol fanno a pugni è molto difficile. Ricordiamoci sempre che l’alcol è comunque il secondo componente del vino e tutte le linee guida consigliano un moderato consumo di alcol, ossia intorno ai 10 grammi al giorno equivalente a circa un bicchiere di vino. Questo limite è più sicuro se i livelli di trigliceridi rientrano nei parametri normali.

Non tutti i vini sono uguali, gli antiossidanti sono presenti soprattutto nei vini rossi invecchiati, molto meno nei vini giovani e nei bianchi.

L’invito è quindi sempre quello di bere in modo consapevole, quantità molto limitate di vino di buona qualità.

Chimica farmaceutica e farmacista. Specialista in medicina funzionale regolatoria e medicina antiaging. Esperta in fitoterapia, omeopatia, aromaterapia e fiori di Bach

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